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Genova, Liguria, Italia chiuso visita il museoarrow_right_alt

conclusa La memoria della guerra.

La mostra

A cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone

Palazzo Reale, nel Teatro del Falcone, apre al pubblico dal 19 aprile all’8 settembre 2019, una grande mostra organizzata in collaborazione con la Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dedicata all’opera dell’artista genovese Antonio Giuseppe Santagata (Genova, 10 novembre 1888 – 13 settembre 1985), ispirato dalla sua diretta partecipazione al conflitto bellico. Rispetto al tema della guerra, l’aspetto che i curatori hanno scelto di celebrare – e attorno a cui l’evento espositivo è costruito – è quello della memoria poiché il ricordo di quel terribile conflitto, ancora oggi, mescola sentimenti di sgomento e marcati accenti retorici, ben persistenti in un certo immaginario bellico e patriottico.
La rievocazione e l’eco del conflitto negli anni tra le due guerre furono d’altronde improntate da caratteri ideologici che scaturivano dall’azione propagandistica del regime fascista e che contribuirono, in maniera determinante, alla formazione di un’estetica della politica che trovò la sua più naturale espressione linguistica nella cultura figurativa del Novecento italiano. La ripresa, in tale ambito di ricerca, di antiche tecniche pittoriche e lo stretto dialogo instauratosi tra artisti e architetti rappresentarono uno dei momenti più significativi di questa tendenza che, al di là delle sue compromissioni ideologiche, è stata centrale nel panorama artistico nazionale di quel periodo.
Non a caso il percorso espositivo sarà costruito intorno al consistente nucleo di cartoni di Santagata prestati da una preziosa casa privata e riferiti ai suoi principali interventi di pittura murale, dagli affreschi per il salone delle adunate della Casa Madre dei Mutilati di Roma (1928) a quelli per il cortile delle Vittorie (1936) nello stesso edificio progettato da Marcello Piacentini, dalla vetrata e dall’affresco per la Casa dei Mutilati di Genova (1938-1939) al grande affresco Vita eroica di Antonio Locatelli per la Casa Littoria di Bergamo (1940). Insieme a questi grandi cartoni, si esporranno opere provenienti dalla Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, dal Museo del Risorgimento di Genova e da diverse collezioni private.
La scelta di posare lo sguardo sulla rappresentazione della guerra proposta da Santagata può offrire una precisa e documentata narrazione dei principali eventi storici e militari dell’esercito italiano, ma anche una sincera testimonianza, meno retorica e più umana, sulla vita quotidiana dei fanti al fronte. Grazie alla sua amicizia con Carlo Delcroix, presidente dal 1924 dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, Santagata, autore dei cicli pittorici per la Casa Madre dei Mutilati di Guerra di Roma, fu coinvolto anche nella decorazione delle principali Case del Mutilato, edificate in quegli anni in tutta la penisola, e divenne così uno tra i principali protagonisti della grande stagione murale, che contrassegnò la ricerca artistica italiana tra le due guerre.
Focalizzata sui principali avvenimenti della partecipazione italiana alla Grande Guerra e sugli eroici sacrifici sopportati dai militi lungo il cruento percorso verso la vittoria, i grandi cicli murali e decorativi di Santagata, nonostante alcune rappresentazioni più allegoriche – come nel caso della raffigurazione della vetrata sulla facciata principale della Casa del Mutilato di Genova – testimoniano la profonda partecipazione dell’artista alla materia trattata e documentano, quasi in presa diretta, la vita quotidiana e gli episodi più comuni della guerra di trincea. Per tali ragioni la mostra La memoria della guerra, focalizzata sulla produzione artistica di Santagata, ma integrata da alcuni cartoni e bozzetti di altri artisti italiani attivi nello stesso ambito, può offrire spunti di riflessione e di interesse per un ampio pubblico. In particolare l’esposizione sarà accompagnata da eventi e incontri di approfondimento sui temi affrontati all’interno del percorso espositivo e da programmi didattici per le scuole, dedicati non solo alla storia della Grande Guerra, ma anche a un’indagine sulle antiche tecniche riprese dagli artisti italiani in occasione dei cicli decorativi del Novecento.
Per valorizzare l’approccio originale della mostra e rafforzarne la valenza didattica è previsto che una sezione sia dedicata alle Case del Mutilato, in quanto tipologia architettonica presente unicamente nel contesto italiano, a differenza dei molti monumenti commemorativi, ossari e sacrari sparsi nel resto d’Europa. Saranno ovviamente messi in evidenza gli edifici in cui Santagata lavorò: oltre alle già citate Casa Madre di Roma e Casa del Mutilato di Genova, anche quelle di Palermo, Ravenna, Milano, ma anche di Padova, Firenze e Bologna.
Ne emerge un panorama di estrema varietà linguistica, in cui a modelli di chiara impostazione razionalista – come, ad esempio, il progetto di Giuseppe Spatrisano per Palermo – si affiancano altri più tradizionali, spesso realizzati trasformando edifici già esistenti per ospitare le sedi dell’associazione fondata da Carlo Delcroix. Scopo non ultimo della sezione sarà anche quello di invitare il pubblico a riflettere sulla conservazione e il riuso di questi manufatti architettonici, nel momento in cui, per ovvie ragioni, il numero dei soci dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra si sta riducendo sempre più e vengono a mancare le ragioni per cui tali edifici vennero costruiti.

Orari e biglietti

Indirizzo

Via Balbi, 10
16126 Genova

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