Fondamentali per la conoscenza della società, della cultura materiale e della lingua di questo popolo sono le Tavole Iguvine (dalnome antico di Gubbio, Iguvium), il più lungo e importante testorituale dell’Italia antica. Non si possiede né in latino né in grecoun testo liturgico contenente una tale molteplicità di dati. Rinvenute intorno alla metà del XV sec. nell’area del Teatro Romano diGubbio, le Tavole Iguvine sono sette lastre di bronzo redatte inlingua umbra utilizzando due alfabeti ‘internazionali’ dell’epoca, ilprimo etrusco, il secondo latino. Incise in momenti diversi, tra il III e il I sec. a.C, riproducono senza dubbio testi ancora più antichi.Nelle Tavole vengono descritte le prassi rituali di varie cerimoniepurificatorie e di sacrifici da effettuare nel caso infausto di auspiciavversi e in occasioni di particolari feste o momenti del calendariocerealicolo. In qualche caso viene anche trascritto il testo dellepreghiere da pronunciare.I riti sono officiati dai membri della confraternita degli Atiedii, chedoveva aver avuto, in un primo momento, anche un ruolo nellagestione politica delle comunità coinvolte nelle cerimonie.Il divino permea e sostanzia nelle sue infinite manifestazioni la vitadegli Umbri esprimendosi in numerose divinità, che non sono antropomorfe ma costituiscono la divinizzazione di azioni dell’uomoe degli aspetti più significativi del suo vivere sociale e rituale. Traqueste, Giove Padre (definito Fisio, cioè dio che consacra e garantisce il patto sociale), Marte (dio della natura e della guerra) eUofiono (dio della stirpe) sono le più importanti.