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Madre - Museo d’arte Contemporanea Donnaregina verified

Napoli, Campania, IT chiuso visita il museoarrow_right_alt

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Agostino Bonalumi - Senza Titolo
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Getulio Alviani -  Textura vibratile
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Giovanni Anselmo - Invisibile
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Gianni Piacentino - Dark Prussian – Blue Portal IV
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Francesco Clemente - Ave Ovo
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Giovanna Bianco; Pino Valente - Il mare non bagna Napoli
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Daniel Buren - Axer / Désaxer
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Jan Fabre - L’uomo che misura le nuvole
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Lucio Fontana - Concetto Spaziale, Attese
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Léa Lublin - Senza Titolo
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Fausto Melotti - L'amore
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Jannis Kounellis - Senza titolo
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Anish Kapoor - Dark Brother
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Jeff Koons - Senza titolo
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Sol LeWitt - Scribbles
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Michelangelo Pistoletto - Venere degli stracci
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Gianfranco Baruchello - Il mio cinema
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Giulio Paolini - Dilemma
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Emilio Isgrò -
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Mimmo Paladino - Senza Titolo
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Paul Thorel - “Passaggio della Vittoria”
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Andy Warhol - Beuys by Warhol
Agostino Bonalumi - Senza Titolo
Getulio Alviani -  Textura vibratile
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Altre opere esposte

Descrizione

Axer / Désaxer. Lavoro in situ, 2015, MADRE, Napoli – #2 è costituito da un intervento di dimensioni architettoniche, concepito dall’artista appositamente per l’atrio del museo. Affacciato in modo obliquo rispetto alla via antistante, l’edificio del museo viene fatto “ruotare” dall’intervento dell’artista per rimettersi in asse verso l’antistante Via Settembrini: attraverso strisce di marmo bianche e nere di 8,7 cm (una delle caratteristiche ricorrenti degli interventi in situ dell’artista) il pavimento dell’ingresso suggerisce un’inedita via di fuga e un potenziale asse prospettico rettilinei all’asse stradale, facendo in modo che il museo esca da se stesso per abbracciare la città intorno, mentre una struttura-padiglione, composta da superfici colorate e di specchi, riverbera ed esalta questa nuova assonometria immaginaria. In questo modo l’artista agisce sul punto di vista dello spettatore, creando uno spazio di mobilità percettiva e cognitiva, di visione, mediazione, attrazione e comunione reciproche, in cui interno ed esterno, museo e comunità si compenetrano l’uno nell’altro, fino a confondersi fra loro. Ogni visitatore è così accolto e invitato, letteralmente a colpo d’occhio, a far parte dell’opera, a partecipare attivamente alla relazione che essa celebra fra la sfera istituzionale e le dinamiche pubbliche. L’opera diviene così una vera e propria celebrazione pubblica del museo e di tutti i suoi visitatori, entrambi elementi integranti e collaboranti del concetto di opera in situ. Iscrivere le opere nel contesto in cui sono esposte, relazionarsi alla missione sociale che motiva l’istituzione museale, contrapporre una modernità che non ricerca il contrasto con la sfera urbana o la dimensione storica, ma ne esalta la matrice: questo il significato dell’opera.

Altre opere a Napoli

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