Il parapetto, formato da rilievi in marmo bianco di Seravezza con fondo a mosaico in maiolica, ripropone le forme di un tempietto circolare retto da coppie di pilastrini: tra questi si intreccia con carica incontenibile la danza – una complessa “farandola” – di sette gruppi di angeli, ispirati ai putti-genietti dei sepolcri romani (certo studiati dall’artista anche nel soggiorno romano del 1432-33). La gioia degli angioletti si manifesta nella libertà dei gesti dal ritmo incalzante, resi pittoricamente grazie allo “stiacciato”, ai complessi scorci prospettici e al vibrare del mosaico dei fondi. La felicità inventiva del disegno, di assoluta libertà creativa, è da attribuire totalmente a Donatello, anche se l’esecuzione è condotta a più mani nella sua bottega. I rilievi vennero tolti dall’esterno nel 1970 per le preoccupanti condizioni, e collocati nel Museo nel 1976.
Titolo: Parapetto del Pulpito esterno della Cattedrale
Autore: Donatello
Data: 1434-1438
Tecnica: Scultura in marmo
Esposto in: Museo dell’Opera del Duomo di Prato
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