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Casa degli Umiliati verified

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Francesco Hayez - Ritratto di giovane donna
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Natura morta con cacciagione, frutta e cesto
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Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello - Andata al Calvario
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Mosè Bianchi - Nel Duomo d Monza
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Guido Cinotti - Passaggio montano con neve
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Fausto Pirandello - Nudo allo specchio
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Anselmo Bucci - Autoritratto
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Pompeo Mariani - Veduta del Cairo
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Emilio Borsa - Mulini a Monza
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Eugenio Spreafico - Dal lavoro. Il ritorno dalla filanda
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Giuseppe Meda - Compianto sul Cristo morto con San Giovanni Battista
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Simone Pellegrini - La libagione
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Giuseppe Grandi - Busto femminile
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Angelo Inganni - Veduta della contrada nuova in Monza
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Arturo Martini - Leda col cigno
Francesco Hayez - Ritratto di giovane donna
Natura morta con cacciagione, frutta e cesto
Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello - Andata al Calvario
Mosè Bianchi - Nel Duomo d Monza
Guido Cinotti - Passaggio montano con neve
Fausto Pirandello - Nudo allo specchio
Anselmo Bucci - Autoritratto
Pompeo Mariani - Veduta del Cairo
Emilio Borsa - Mulini a Monza
Eugenio Spreafico - Dal lavoro. Il ritorno dalla filanda
Giuseppe Meda - Compianto sul Cristo morto con San Giovanni Battista
Simone Pellegrini - La libagione
Giuseppe Grandi - Busto femminile
Angelo Inganni - Veduta della contrada nuova in Monza
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Altre opere esposte

Descrizione

La grande tela costituisce uno dei capolavori del pittore monzese Eugenio Spreafico: lungo una strada sterrata di campagna, segnata dai solchi delle ruote dei carri, avanza verso l’osservatore un gruppo di giovani donne che, terminato il lavoro, rientrano al tramonto alle loro abitazioni. Spesso considerato una sorta di “Quarto Stato” al femminile, il dipinto evoca la realtà monzese di fine Ottocento, calata nel clima di attenzione al dato reale e al dinamismo sociale dell’epoca, privo tuttavia di risvolti polemici o di denuncia come sempre nella produzione dello Spreafico, attento osservatore dallo sguardo partecipe. L’opera fu esposta per la prima volta nel 1895 a Genova dove era in vendita per la somma di Lire 3000; si tratta, stando ai commenti dell’epoca, di un soggetto già trattato dallo Spreafico – ma non solo – in composizioni analoghe degli anni ’80 del XIX secolo, ripreso successivamente a testimonianza della fortuna iconografica del modello delle lavoratrici che avanzano cantando.

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