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Fondazione Franco Albini verified

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Franco Albini - Tavolino Cicognino TN6
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Franco Albini - Tavolo Cavalletto TL2
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Franco Albini - Dondolo in legno PS16
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Franco Albini - Lampada da terra Mitragliera
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Franco Albini - Mobile radio in cristallo securit
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Franco Albini - Tavolo TL3
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Franco Albini - Libreria LB10
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Franco Albini - Libreria Veliero
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Franco Albini - Poltrona Fiorenza
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Franco Albini - Poltrona Fiorenza
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Franco Albini - Poltrona Fiorenza
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Franco Albini - Poltrona Tre Pezzi
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Franco Albini - Poltroncina Luisa
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Franco Albini - Poltroncina Luisa
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Franco Albini - Poltrona Gala
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Franco Albini - Poltrona Margherita
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Franco Albini - Schizzo poltrona Margherita
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Franco Albini - Corrimano Metropolitana Milanese
Franco Albini - Tavolino Cicognino TN6
Franco Albini - Tavolo Cavalletto TL2
Franco Albini - Dondolo in legno PS16
Franco Albini - Lampada da terra Mitragliera
Franco Albini - Mobile radio in cristallo securit
Franco Albini - Tavolo TL3
Franco Albini - Libreria LB10
Franco Albini - Libreria Veliero
Franco Albini - Poltrona Fiorenza
Franco Albini - Poltrona Fiorenza
Franco Albini - Poltrona Fiorenza
Franco Albini - Poltrona Tre Pezzi
Franco Albini - Poltroncina Luisa
Franco Albini - Poltroncina Luisa
Franco Albini - Poltrona Gala
Franco Albini - Poltrona Margherita
Franco Albini - Schizzo poltrona Margherita
Franco Albini - Corrimano Metropolitana Milanese

Altre opere esposte

Descrizione

L’idea generatrice di questo progetto, comparso per la prima volta nell’arredo di Casa Albini nel 1938, fu quella di incastrare le componenti tecnologiche della radio tra due spesse lastre di cristallo, “denudandone” così gli attributi tecnologici e liberando lo strumento radio dell’abito pesante che era uso mettergli, camuffandolo da mobile in legno. L’oggetto radio quindi si inserisce nel cristallo che serviva a sostenerlo, ma soprattutto ad esporne i meccanismi, a rendere visibile ciò che si era sempre tenuto nascosto, minimizzando il “contenitore” per enfatizzare il “contenuto”. Anche se successivamente elaborato in diverse simili versioni tra il 1938 e il 1940, il mobile radio è diventato un oggetto-simbolo della costante ricerca di smaterializzazione degli oggetti, di quella valorizzazione del “vuoto” che Albini persegue nella sua idea di design, che sembra astrarsi poeticamente dal contesto culturale imperante in quegli anni.

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