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Madre - Museo d’arte Contemporanea Donnaregina verified

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Agostino Bonalumi - Senza Titolo
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Getulio Alviani -  Textura vibratile
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Giovanni Anselmo - Invisibile
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Gianni Piacentino - Dark Prussian – Blue Portal IV
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Francesco Clemente - Ave Ovo
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Giovanna Bianco; Pino Valente - Il mare non bagna Napoli
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Daniel Buren - Axer / Désaxer
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Jan Fabre - L’uomo che misura le nuvole
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Lucio Fontana - Concetto Spaziale, Attese
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Léa Lublin - Senza Titolo
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Fausto Melotti - L'amore
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Jannis Kounellis - Senza titolo
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Anish Kapoor - Dark Brother
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Jeff Koons - Senza titolo
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Sol LeWitt - Scribbles
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Michelangelo Pistoletto - Venere degli stracci
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Gianfranco Baruchello - Il mio cinema
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Giulio Paolini - Dilemma
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Emilio Isgrò -
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Mimmo Paladino - Senza Titolo
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Paul Thorel - “Passaggio della Vittoria”
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Andy Warhol - Beuys by Warhol
Agostino Bonalumi - Senza Titolo
Getulio Alviani -  Textura vibratile
Giovanni Anselmo - Invisibile
Gianni Piacentino - Dark Prussian – Blue Portal IV
Francesco Clemente - Ave Ovo
Giovanna Bianco; Pino Valente - Il mare non bagna Napoli
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Emilio Isgrò -
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Andy Warhol - Beuys by Warhol

Altre opere esposte

Descrizione

La prima installazione, presentata nel giugno-dicembre 2013 nell’ambito della mostra Per_formare una collezione #1, è stata dedicata al tema e alla tecnica del montaggio, un aspetto fondamentale di tutta l’opera di Baruchello e che si estende anche agli ambiti della pittura e dell’assemblaggio. Nel video Notizie in due minuti (2008) la telecamera scorre, nell’arco di due minuti, l’intero contenuto di un numero de “Il Corriere della Sera”. Lo spunto nasce dal titolo omonimo della colonna presente nell’ultima pagina del quotidiano, nella quale sono riportate le più importanti notizie del giorno in forma riassunta: l’opera assume come principio compositivo l’imperativo a un consumo veloce e sincopato di notizie, e costituisce un commento alla percezione accelerata del tempo e della realtà. Nella seconda sala è proiettato il film Verifica incerta (Disperse Exclamatory Phase), realizzato tra il 1964 e il 1965 in collaborazione con Alberto Grifi. Verifica incerta è un’opera basata su un utilizzo radicale tanto di materiale pre-esistente quanto della tecnica del montaggio ed ha anticipato di anni le pratiche di appropriazione e di campionamento divenute popolari a partire dalla fine degli anni Settanta. Il film è composto di materiale di scarto cinematografico, oltre 150.000 metri di pellicola proveniente da cinema commerciale americano degli anni Cinquanta e Sessanta destinata al macero e che Baruchello ha montato con il nastro adesivo. Immagini e sequenze provenienti da narrazioni differenti sono accostate in modo da creare sospensioni e inversioni delle sceneggiature originali, con il risultato di ottenere l’opposto del procedimento classico di scrittura filmica: qui la sceneggiatura è il risultato del montaggio e non il punto di partenza. La parte del titolo tra parentesi (Disperse Exclamatory Phase) fa riferimento al progetto – in seguito non realizzato – di disperdere, al termine della prima proiezione, i fotogrammi donandoli al pubblico, in modo da ri-distribuire nuovamente il materiale appropriato. Presentato nel 1965 al convegno del Gruppo 63 a Palermo, questo film è un’opera fondamentale nel contesto di quelle pratiche che – come possiamo constatare anche attraverso l’opera di Nanni Balestrini – mettono in discussione il concetto di autore e analizzano i meccanismi della creazione artistica attraverso l’appropriazione e la re-invenzione di materiali esistenti.

Altre opere a Napoli

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