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Madre - Museo d’arte Contemporanea Donnaregina verified

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Agostino Bonalumi - Senza Titolo
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Getulio Alviani -  Textura vibratile
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Giovanni Anselmo - Invisibile
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Gianni Piacentino - Dark Prussian – Blue Portal IV
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Francesco Clemente - Ave Ovo
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Giovanna Bianco; Pino Valente - Il mare non bagna Napoli
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Daniel Buren - Axer / Désaxer
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Jan Fabre - L’uomo che misura le nuvole
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Lucio Fontana - Concetto Spaziale, Attese
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Léa Lublin - Senza Titolo
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Fausto Melotti - L'amore
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Jannis Kounellis - Senza titolo
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Anish Kapoor - Dark Brother
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Jeff Koons - Senza titolo
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Sol LeWitt - Scribbles
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Michelangelo Pistoletto - Venere degli stracci
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Gianfranco Baruchello - Il mio cinema
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Giulio Paolini - Dilemma
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Emilio Isgrò -
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Mimmo Paladino - Senza Titolo
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Paul Thorel - “Passaggio della Vittoria”
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Andy Warhol - Beuys by Warhol
Agostino Bonalumi - Senza Titolo
Getulio Alviani -  Textura vibratile
Giovanni Anselmo - Invisibile
Gianni Piacentino - Dark Prussian – Blue Portal IV
Francesco Clemente - Ave Ovo
Giovanna Bianco; Pino Valente - Il mare non bagna Napoli
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Altre opere esposte

Descrizione

Dal 1958 al 1968 Fontana realizza i cicli dei tagli, Concetto spaziale e Attesa, in cui, come nell’opera in collezione, la lacerazione singola o reiterata della tela determina l’atemporalità del segno e la contaminazione fra lo spazio dell’opera e quello dell’ambiente che la circonda. Tale nuova misura dello spazio dell’opera, che non coincide più con la tradizionale idea di separatezza della tela rispetto alla realtà, viene ulteriormente indagata nella serie Fine di Dio (1963-1964), in cui tele ovali, dove talvolta sono apposti dei lustrini, sono cadenzate da buchi e lacerazioni, nei Teatrini (1964-1966), in cui compaiono anche elementi figurativi, e nelle Ellissi (1967), tavole di forma ellittica nelle quali i buchi vengono realizzati a macchina. Nel 1966 l’artista vince il premio alla Biennale di Venezia con una sala personale, dove realizza in collaborazione con Carlo Scarpa un ambiente ovale labirintico illuminato da una luce bianca e cadenzato da tele bianche attraversate da un taglio. Una estesa documentazione di proposte e progetti attestano il rapporto tra Fontana e il gallerista Lucio Amelio, in vista dell’organizzazione di una mostra mai realizzata a causa della morte dell’artista, che aveva esposto per la prima volta a Napoli con una personale alla galleria Il Centro nel 1963.

Altre opere a Napoli

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