Ambientata all'esterno del circuito di mura di Gerusalemme da dove si ergono vari alti edifici, tra cui una cupoletta cilindrica, che rammenta inequivocabilmente la brunelleschiana Sagrestia Vecchia di San Lorenzo o la Cappella de' Pazzi: la scena fu completata da Andrea di Giusto, e la sua mano più incerta la si può scorgere in certe figure dalle pose alquanto instabili e malferme, come nei due lapidatori in primo piano.