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MACI - Museo Arte Contemporanea di Imperia verified

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Josef Albers - Gentle venture
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Alberto Biasi - Politipo 72
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Max Bill - Quarto Nero
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Enrico Castellani - Superficie grigia
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Piero Dorazio - Blue call
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Lucio Fontana - Concetto spaziale, Attese, 7 tagli
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Lucio Fontana - Concetto spaziale, Attesa, Rosso
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Enzo Mari - Struttura n. 731
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Marino Marini - Cavallo e Cavaliere
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Ennio Morlotti - Centaurea Selvatica
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Carlo Nangeroni - Seriale continuo
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Robert Delaunay - Paesaggio
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Mauro Reggiani - Composizione
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Gerhard Richter - Grey
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Victor Vasarely - G.D.4
Josef Albers - Gentle venture
Alberto Biasi - Politipo 72
Max Bill - Quarto Nero
Enrico Castellani - Superficie grigia
Piero Dorazio - Blue call
Lucio Fontana - Concetto spaziale, Attese, 7 tagli
Lucio Fontana - Concetto spaziale, Attesa, Rosso
Enzo Mari - Struttura n. 731
Marino Marini - Cavallo e Cavaliere
Ennio Morlotti - Centaurea Selvatica
Carlo Nangeroni - Seriale continuo
Robert Delaunay - Paesaggio
Mauro Reggiani - Composizione
Gerhard Richter - Grey
Victor Vasarely - G.D.4

Altre opere esposte

Descrizione

La ricerca di Victor Vasarely si basa su una forma di costruttivismo geometrico che, a partire dalle esperienze concretiste, dà un contributo fondamentale all'affermazione dell'arte cinetica e visuale. Nel 1955, in occasione della mostra Le Mouvement alla Galleria Denise René, Vasarely pubblica il Manifesto giallo, programma del "movimento" e del "cinetismo". Tra il 1960 e il 1965 l'artista si dedica quindi ad una serie di opere in cui evolve il suo “alfabeto plastico” creando un sistema basato su una griglia che stabilisce relazioni modulari tra forme e colori. Questo periodo, che corrisponde alla produzione delle serie Alphabet Plastique e Folklore Planetaire, è caratterizzato dalla reintroduzione del colore. Nella prima serie, alla quale G.D.4. appartiene, ogni dipinto è basato su 15 forme di partenza che derivano dal cerchio, dal quadrato e dal triangolo. Le variazioni su queste forme-base si sviluppano e vengono dipinte utilizzando differenti scale di colori e tonalità. Ogni unità “plastica” all’interno della griglia possiede un primo e secondo piano. Quello che crea Vasarely è un linguaggio programmato che permette infinite permutazioni di forme e colori per dare vita a opere uniche. Nel caso di G.D.4 Vasarely fa dialogare una combinazione di forme - il cerchio e il quadrato - con una precisa scelta di colori - il rosso, il blu e il viola.

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