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Palazzo Pallavicini

Palazzo Pallavicini

Palazzo Pallavicini affonda le sue radici nel Quattrocento bolognese, quando sotto la dominazione dei Bentivoglio era di proprietà dei Sala (1493) e passò poi nel tempo ai Volta, ai Marsili e ai conti Isolani, che nel 1680 lo fecero ristrutturare “nei modi dell’architettura senatoria”.

Affidarono l’incarico all’architetto Paolo Canali, che progettò e realizzò lo scalone monumentale ed il salone con soffitto a lanterna, il più alto della città, mentre nel 1690 le sale vennero fastosamente decorate dai dipinti di Giovanni Antonio Burrini. Fu nel salone del Burrini illuminato a festa che la sera del 26 marzo 1770 il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, ospite con il padre del Maresciallo Conte, si esibì alla presenza di settanta dame cittadine e dell’alta aristocrazia europea: ospiti anch’essi del Pallavicini, il conte Giuseppe di Kaunitz Rittberg e i principi di Holstein e di Saxen Gotha assistettero al concerto insieme alla nobiltà bolognese e alle autorità religiose.

Il salisburghese era arrivato con il padre Leopold il 24 marzo, e Gian Luca, fine intenditore, non se lo era lasciato scappare. I Mozart furono suoi ospiti a più riprese: in marzo in via San Felice, durante l’estate nella villa della Croce del Biacco e di nuovo, in autunno, nel palazzo di città dove videro la luce le antifone Cibavit eos, Quaerite primum regnum Dei e con ogni probabilità il minuetto in Mi Bemolle Maggiore K 94. A palazzo il salisburghese incontrò i protagonisti della musica europea: Misliveček, Vanhalle, Farinelli, il musicologo Charles Burney (“Incontrai il celebre piccolo tedesco…nel palazzo del principe Pallavicini”) e specialmente padre Martini, ed il suo soggiorno in via San Felice rinnovò il gusto musicale in città.“Dal Pallavicino…nel terrazzo c’erano molti suonatori che facevano deliziose sinfonie”(M.Oretti).

Gli spazi

Orari e biglietti

Indirizzo

Via San Felice, 24
40122 Bologna

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