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Civico Museo Archeologico di Milano verified

Milano, Lombardia, IT aperto visita il museoarrow_right_alt

in corso Sotto il cielo di Nut

La mostra

La mostra riapre al pubblico con un percorso modificato, che valorizza ulteriori reperti della collezione egizia milanese. Al posto dei materiali che erano stati concessi in prestito da alcuni musei e che sono rientrati nelle rispettive sedi, sono ora esposte importanti opere del museo restaurate durante i mesi di chiusura. Tra questi spiccano il papiro dell’Amduat, un modello di scultura con testa femminile con copricapo di avvoltoio e una stele facente parte della collezione di Edda Bresciani, acquisita dal museo nel 2001.

Accompagnano l’esposizione, oltre ad alcune riproduzioni degli splendidi disegni dell’egittologo milanese Luigi Vassalli (1812-1877) anche i fumetti creati dai partecipanti al Comics Contest, lanciato in occasione dell’apertura della mostra a maggio 2020 e che vedrà la premiazione dei vincitori con un Abbonamento Musei Lombardia e gadget a tema.

Il percorso dell’esposizione, che conta poco meno di 150 opere, resta sostanzialmente invariato: il mondo del divino in Egitto viene illustrato attraverso sculture in bronzo, pietra e faïence, rilievi votivi, sarcofagi, mummie ed elementi del corredo funerario, tutti appartenenti alla collezione egizia del Civico Museo Archeologico di Milano.

La molteplicità degli dèi e delle loro forme nell’arte e nella spiritualità dell’antico Egitto è uno degli aspetti più caratteristici di questa civiltà millenaria. L’esistenza di tante figure divine, i cui nomi sono noti dalle fonti testuali che spesso accompagnano le immagini, ha suscitato fin dall’antichità ammirazione nei confronti degli abitanti della valle del Nilo, considerati particolarmente devoti e in possesso di un sapere occulto. D’altro canto, il ricorso a figure ibride che uniscono a forme umane forme animali, nonché il culto particolare tributato ad alcuni animali sono stati visti con sospetto da culture improntate all’antropomorfismo come sola modalità di raffigurazione della divinità. La spiritualità egizia, da questo punto di vista, non sarebbe che il riflesso di una cultura primitiva, idolatra, dominata dal timore verso le forze naturali. Come ricomporre questi diversi sguardi? Cosa si nasconde dietro questa incredibile ricchezza di immagini che ci attraggono ancora oggi, e non solo per la loro indubbia eleganza formale?

L’unico modo per rispondere a tale quesito è cercare di entrare nell’universo spirituale e concettuale di questa civiltà, che ha elaborato in modo originale una propria visione del cosmo e del ruolo che in esso è riservato tanto all’uomo quanto agli dèi. Questa visione è stata instancabilmente tradotta nelle forme reputate più consone per esprimere ciò che non è né visibile né rappresentabile: il divino e ciò che c’è al di là della morte.

Opere esposte

Orari e biglietti

Indirizzo

Corso Magenta, 15
20123 Milano

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