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Fondazione Querini Stampalia

UNA CASA PER LARTE

Il Palazzo cinquecentesco sull'acqua, all'interno gli spazi architettonici di Carlo Scarpa, Valeriano Pastor e Mario Botta fanno da cornice a concerti, incontri, mostre, workshop, eventi speciali: finestre spalancate sul mondo, con uno sguardo alla storia e alle collezioni.È la Fondazione Querini Stampalia. La volle nel 1869 l'ultimo discendente della famiglia, il conte Giovanni, colto e filantropo.

La bibliotecaè cresciuta nel tempo. Conta quasi 400.000 volumi, di cui 36.000 direttamente accessibili nelle sale, aperte secondo la volontà del Fondatore fino a notte tarda e anche nei giorni festivi. Tra le raccolte un nucleo antico di manoscritti, incunaboli e cinquecentine, atlanti e carte geografiche, che insieme all’archivio privato della famiglia Querini Stampalia, forniscono preziose testimonianze storiche di Venezia e del suo territorio.

Ancora abitata pare la casa museo, modello di dimora patrizia con gli arredi originali e le ricche collezioni d’arte: Giovanni Bellini, Lorenzo di Credi, Jacopo Palma il Vecchio, Bernardo Strozzi, Marco e Sebastiano Ricci, Giambattista Tiepolo, gli scorci di vita veneziana di Pietro Longhi e di Gabriel Bella. Oltre quattrocento dipinti, dal XIV al XX secolo, per lo più di scuola veneta.

Da poco la Fondazione Querini Stampalia siè arricchita di una nuova, preziosa sezione: la collezione Intesa Sanpaolo, allestita negli spazi ridisegnati dall'architetto Michele De Lucchi. È il patrimonio storico artistico riunito nel tempo dalla Cassa di Risparmio di Venezia, fondata nel 1822. Nella successione di sale il pubblico può ammirare opere d’arte di ambito veneziano dal XVI al XX secolo, che spaziano dalla pittura alla scultura, dagli arredi agli orologi, dai disegni alle incisioni.

Notevoli in particolare due dipinti di Canaletto, il grande bozzetto del Paradiso di Domenico Tintoretto e quello del Giudizio Universale di Giambattista Tiepolo, oltre a opere di grandi maestri della scuola veneta fino a Caffi e Ciardi. Tra le sculture opere di Arturo Martini e Alberto Viani.

Significativi i bureau-trumeau, gli scrittoi, le consolle del XVII e del XVIII secolo, le specchiere, tra cui un esemplare di manifattura muranese del XVII secolo che colpisce per la complessa fattura e per le dimensioni.

Un bookshop raffinato, una caffetteria accogliente, il giardino segreto con le sue suggestioni orientali. Una Venezia insolita, dove vivere l'emozione dell'arte e della bellezza.

Gli spazi

Le opere esposte

Orari e biglietti

Indirizzo

Campo Santa Maria Formosa, 5252
30122 Venezia

Altri contatti


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