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Tony Cragg - Crown Jewels
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Mario Coppola - Apollo e Dafne reloaded
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Riccardo Dalisi - Ballerine
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Lampada 577/S
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Ettore Sottsass - Lampada Ufo
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Jan Roth - Lampada Metropolight
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King Kong
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Mikey Mouse
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Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni - Radio Phonola 547
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Eero Aarnio - Tomato Chair
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Vassoio, piattino, brocchetta
Tony Cragg - Crown Jewels
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Jan Roth - Lampada Metropolight
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Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni - Radio Phonola 547
Eero Aarnio - Tomato Chair
Vassoio, piattino, brocchetta

Altre opere esposte

Descrizione

Il vassoio, il piccolo piatto e la brocchetta rappresentati in questa foto sono tipiche stoviglie prodotte negli anni '30 dall'azienda inglese Brookes & Adams. La produzione di questi oggetti è strettamente legata alla Beetle Products Co., che nel 1925 riuscì a produrre delle polveri da stampaggio derivate dal liquido di condensazione della tiourea con la formaldeide. Tali polveri, le Beetle Moulding Powder, erano mescolate con la polpa di cellulosa e venivano utilizzate da diverse aziende, tra cui proprio la Brookes & Adams, per la produzione di stoviglie e casalinghi noti con il nome commerciale  Bandalasta. Gli articoli a marchio Bandalasta, sono caratterizzati da un'ampia gamma di colori ed effetti marmorizzati che l'azienda riusciva a ottenere mescolando dei coloranti alle polveri da stampaggio. Le mescole venivano usate per produrre set completi di stoviglie, ognuna delle quali, infatti, presentava la stessa numerazione impressa alla base. In un catalogo commerciale della fine degli anni '20, la Brookes & Adams così presentava I suoi prodotti: “Bandalasta was made in a variety of beautiful marbled and translucent pastel shades. In the Marbled shades no two pieces were exactly alike, but all the pieces of the same colour number were blended so that they could be built up in complete sets”. [I prodotti Bandalasta sono realizzati in una varietà di bellissime tonalità marmorizzate e pastello translucide. Nelle tonalità marmorizzate non ci sono due pezzi esattamente uguali, ma tutti i pezzi dello stesso numero di colore sono uniti in modo che essi possano formare dei set completi]. Il testo di presentazione mette l’accento sugli effetti marmorizzati e sulle varietà di colore. Le resine sintetiche prodotte sino ad allora, le bacheliti, potevano infatti essere ottenute solo nelle tonalità del marrone e del giallo paglierino. Sono invece le polveri da stampaggio Beetle, grazie alla loro semi-trasparenza, a introdurre, negli anni '20, la possibilità di aggiungere colore alle plastiche, una qualità che per questi materiali, oggi ci appare così ovvia, ma che in quegli anni non era affatto scontata.


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