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Fondazione Plart Napoli verified

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Tony Cragg - Crown Jewels
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Mario Coppola - Apollo e Dafne reloaded
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Riccardo Dalisi - Ballerine
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Lampada 577/S
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Ettore Sottsass - Lampada Ufo
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Jan Roth - Lampada Metropolight
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King Kong
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Mikey Mouse
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Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni - Radio Phonola 547
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Eero Aarnio - Tomato Chair
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Vassoio, piattino, brocchetta
Tony Cragg - Crown Jewels
Mario Coppola - Apollo e Dafne reloaded
Riccardo Dalisi - Ballerine
Lampada 577/S
Ettore Sottsass - Lampada Ufo
Jan Roth - Lampada Metropolight
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Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni - Radio Phonola 547
Eero Aarnio - Tomato Chair
Vassoio, piattino, brocchetta

Altre opere esposte

Descrizione

La Tomato Chair fu progettata dal designer scandinavo Eero Aarnio per l’Adelta nel 1971. La sua produzione giunge, dunque, in un momento in cui le difficoltà connesse alla progettazione e alla produzione della vetroresina sono completamente superate grazie a tecniche di stampaggio che gli stessi progettisti contribuirono a migliorare. Nella produzione di Eero Aarnio, la Tomato Chair rappresenta un’evoluzione della Pastil Chair, una sedia ovoidale che ricordava la forma di una pastiglia e che valse ad Aarnio, nel 1968, il Design Award of American Institute of Interior Designers. La Pastil Chair poteva galleggiare e trasportare una persona in acqua, ma era instabile. Ad Arnio bastò immaginare di aggiungere al disegno della Pastil tre elementi sferici, due posti lateralmente e uno sul lato posteriore, per rendere stabile la nuova seduta che prese il nome di Tomato Chair. I tre elementi sferici aggiunti, oltre a conferire stabilità alla sedia, esercitavano anche le funzioni di braccioli e di schienale. A rendere celebra questa seduta è anche la componente lessicale. La parola pomodoro, infatti, nella sua versione inglese, riflette il suo aspetto: guardando la sedia dalla parte anteriore, si vedono le due forme sferiche che corrispondono alla due “o” della parola “tomato".


Altre opere a Napoli

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