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Fondazione Plart Napoli verified

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Tony Cragg - Crown Jewels
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Mario Coppola - Apollo e Dafne reloaded
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Riccardo Dalisi - Ballerine
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Lampada 577/S
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Ettore Sottsass - Lampada Ufo
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Jan Roth - Lampada Metropolight
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King Kong
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Mikey Mouse
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Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni - Radio Phonola 547
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Eero Aarnio - Tomato Chair
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Vassoio, piattino, brocchetta
Tony Cragg - Crown Jewels
Mario Coppola - Apollo e Dafne reloaded
Riccardo Dalisi - Ballerine
Lampada 577/S
Ettore Sottsass - Lampada Ufo
Jan Roth - Lampada Metropolight
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Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni - Radio Phonola 547
Eero Aarnio - Tomato Chair
Vassoio, piattino, brocchetta

Altre opere esposte

Descrizione

Tra gli apparecchi luminosi presenti nella collezione della Fondazione Plart, vi è l’iconica lampada Ufo progettata nel 1957 da Ettore Sottsass per Arredoluce, un’azienda italiana fondata da Angelo Lelli nel 1943 e destinata a segnare la progettazione degli apparecchi a illuminazione elettrica in Italia per la ricerca, la cura dei dettagli e le innovazioni tecnologiche applicate alla realizzazione di ogni prodotto.

La lampada progettata da Ettore Sottsass alla fine degli anni ’50, può essere vista come un antecedente importante del movimento italiano del design radicale degli anni ’60 e, allo stesso tempo, un precursore del postmodernismo negli anni ’80. Ufo è connotata da una forte presenza scultorea influenzata dall'interesse di Sottsass per la scultura costruttivista e da un’attenzione alla funzionalità che risiede anche nell’uso di materiali innovativi. Ufo è costituita da due sole lastre di polimetilmetacrilato (PMMA) stampate (una bianca, l’altra gialla) tenute insieme da quattro aste metalliche smaltate, che terminano con otto piedini acrilici incolori. I due elementi in PMMA, con le loro forme delicatamente rigonfie, diffondevano la luce con un effetto soffuso e caldo, nascondendone la fonte. La lampada da tavolo poteva anche essere ribaltata per produrre un effetto d’illuminazione alternativo. L’uso precoce da parte di Sottsass della plastica per questa lampada prefigura l’intensa sperimentazione con le plastiche nel settore dell’illuminazione che si ebbe in Italia nel corso degli anni ’60, ed è significativa di un’iconografia del periodo, quella delle esplorazioni spaziali e che rimanda alle immagini dello Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato in orbita in quello stesso anno.


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