Dal 21 dicembre al 30 giugno 2026
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“All’inizio non c’era un piano, né la decisione consapevole di fotografare
in montagna. Non si trattava, come in Giappone, di cogliere un momento o
documentare una cultura, ma semplicemente del desiderio di preservare la
bellezza silenziosa e incontaminata della natura.
Portare le vecchie macchine fotografiche sulle cime – liberi dalla tecnologia digitale e da attrezzature superflue – sembrava un ritorno alle origini. Sapere che, cento anni fa, altre persone percorrevano gli stessi sentieri mi fa sentire il dovere di rendere loro omaggio. In questa semplicità si trova un’intensità che il nostro mondo veloce spesso dimentica.
Naturalmente, questo percorso ha comportato delle sfide: temperature gelide, otturatori congelati, il peso della fotocamera a lastre 4x5 pollici. Senza esposimetro, la luce era spesso un enigma, e dopo lunghe salite la percezione non era sempre limpida. Ogni scatto richiedeva pianificazione e calma.
Col tempo, il progetto ha preso forma. Sempre con me: la fotocamera 4x5 con tre chassis e il treppiede, affiancata da una macchina più piccola – di solito la Lubitel 166 Universal o la Kodak Retinette 1a. Sei scatti in grande formato per uscita significavano lavorare con attenzione: montare la fotocamera, scegliere l’inquadratura, leggere la luce, poi scattare. E subito dopo riporre tutto e proseguire verso la cima successiva.
Alla fine mi è stato chiaro: lavorare con il minimo indispensabile permette la massima vicinanza alla natura, al momento e alla propria percezione – un principio che è diventato il cuore di questo progetto e che ha dato il nome alla mostra: Slowdown”
Kronplatz, 11, Brunico, Italia
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Sempre
Oliver Kofler Thomas Biasotto
12.00 € invece di 17.00€