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conclusa La Strada. Dove il mondo si crea

La mostra

A cura d Hou Hanru

Oltre 200 opere di più di 140 artisti per descrivere uno spazio che non è soltanto una infrastruttura fondamentale costruita dall’uomo, ma un luogo attraversato da molteplici significati, a volte vittima di bombardamenti visivi e fisici - insegne, pubblicità, telecamere di sorveglianza, immondizia – territorio di sperimentazione di pratiche di sharing e nuove tecnologie, vetrina di progetti nati dalle esigenze delle comunità che la vivono.

Con LA STRADA il MAXXI diventa una strada-museo, capace di coniugare opere, azioni, eventi e ricerche artistiche, architettoniche, urbanistiche e tecnologiche, concepite da una comunità creativa internazionale, ampliando la ricerca condotta già nel 2017 per la Bi-City Biennale of Urbanism/Architecture di Shenzhen con la quale il museo ha collaborato, sulle esperienze artistiche più iconiche che hanno reinterpretato le funzioni e le identità della strada negli ultimi vent’anni. In questo modo il museo si fa portavoce di una riflessione sul futuro della vita urbana e della società civile, e sulla funzione delle istituzioni artistiche e culturali.

Progetti site-specific, performance ed eventi transdisciplinari sono parte di un percorso organizzato per temi - le azioni pubbliche, la vita quotidiana, la politica, la comunità, l’innovazione, il ruolo dell’istituzione - fondamentali per comprendere le nuove funzioni e identità della strada contemporanea. Partendo dalla convinzione che questo spazio sia il luogo in cui si crea il mondo, esso viene analizzato come manifesto della vita contemporanea, scenario e punto di vista privilegiato dell’esperienza del quotidiano, un paesaggio in cui la comunità creativa e quella cittadina danno vita a una nuova comunità e a un nuovo mondo di creatività urbana.

STREET POLITICS (Resistance, Protest, Occupy, Manifest, Feminism and the Carnevalesque…) è il tema principale della prima parte della mostra, in cui la strada viene descritta non solo come luogo di celebrazioni e feste, ma anche spazio in cui si dà voce alle tensioni sociali, una arena di protesta e di resistenza al controllo da parte del potere.

Un ruolo fondamentale in tutta la mostra è attribuito al medium del video, il canale attraverso cui guardiamo il mondo oggi, veicolo ideale per la narrazione e allo stesso tempo dispositivo per la creazione dello spazio, strumento di mappatura e ri-organizzazione dell’ambiente urbano, interfaccia principale fra pubblico e privato. Tra quelli legati al tema della protesta Walked The Way Home di Eric Baudelaire, Angry Sandwich People di Chto Delat e O Levante The Uprising di Jonathas de Andrade. Il nucleo GOOD DESIGN (Innovation, Limitation and Freedom) comprende opere che dipingono la strada come piattaforma ideale in cui sperimentare innovazioni tecnologiche legate alla comunicazione, la vita, la mobilità. In strada sono stati condivisi approcci e conoscenze che hanno reso possibile non solo una nuova forma di design ma anche nuove condizioni di sostenibilità ambientale e sociale.

Il tema COMMUNITY (Immigration, Minorities, Diversity, Love and Living Together) riunisce opere in cui la strada è il nodo fondamentale per lo sviluppo di una coscienza condivisa, il laboratorio in cui ridefinire i confini e i caratteri delle minoranze, o – alla luce dei recenti fenomeni migratori - ripensare gli strumenti di accoglienza e protezione. Attorno al tema EVERYDAY LIFE (Eat, Work and Exchange, Home/Homeless…) ruotano non solo opere che esprimono tutto questo, ma anche lavori che sottolineano come la vita in strada possa assumere il carattere di emarginazione ed esclusione sociale.

 Attorno al tema INTERVENTIONS (Walk, Play and Getting lost…) ruotano le opere video di oltre 30 artisti, da Allora & Calzadilla a Cao Fei, da Martin Creed a Jean-Baptiste Ganne, dal collettivo Ha Za Vu Zu a David Hammons e molti altri; interventi che rivelano come grazie alle esperienze degli artisti degli anni Sessanta e Settanta, gli artisti contemporanei, abbiano considerato la strada come uno dei contesti privilegiati d’intervento in cui sperimentare azioni più ordinarie e altre più complesse, fino a spingersi all’indagine della sensazione di smarrimento connaturata alla dimensione urbana. 

Ultimo tema affrontato dalla mostra è MAPPING (Planned / Unplanned, Built / Un-built) in cui vengono evidenziate le caratteristiche comuni tra la ricerca artistica contemporanea e quella architettonico – urbanistica oggi caratterizzata da progetti verticali, sopraelevazioni, sottopassaggi, attraversamenti futuristi o utopici spesso in contrasto con lo spazio costruito e l’utopia urbana della strada come elemento ordinatore. A questo tema si lega anche, inevitabilmente la questione dei flussi di uomini e merci che proprio nella strada trovano una delle criticità più evidenti.

Opere esposte

Orari e biglietti

Indirizzo

Via Guido Reni, 4a
00196 Roma

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